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mercoledì 28 agosto 2013

Dusted – Total Dust

Total Dust

Tracklist
1. All Comes Down
2. (Into The) Atmosphere
3. Cut Them Free
4. Low Humming
5. Bruises
6. Pale Light
7. Property Lines
8. Dusted
9. Long It Lasts
10. There Somehow
11. Centuries Of Sleep (cd bonus track)

Se la tendenza generale in fatto di side-project è quella di non discostarsi molto dal sound dell’act madre, Brian Borcherdt non poteva prender maggiori distanze dai suoi Holy Fuck. Se per quest'ultimi si è parlato d'intricati groove elettro-rock, Dusted, tecnicamente un duo con Leon Taheny (producer per Owen Pallet sotto moniker Final Fantasy e batterista nei The Mountains, side-band di Sebastian Grainger dei Death From Above 1979), parla la lingua di un bedroom rock incrostato di fuzz, con toni grunge-ambient episodicamente persino pastorali, il tutto calato in una profonda introspezione lo-fi.
Anticipato dagli scenari di Coyotes, solo EP del 2008, parliamo dunque di suoni slabbrati e liriche pregne di senso di "acceptance" ai confini dell’alt-country, che rifuggono le comunioni ed, anzi, pretendono e mostrano l’isolamento del singolo come unica via per risolvere i problemi personali. Le canzoni di Total Dust riflettono la vita di Borcherdt “on the road” tra location di fortuna (fra cui figura uno studio non riscaldato in Nuova Scozia) e un equipaggiamento spesso in panne: il suono della chitarra (spettrale ed estremamente grezzo) viene da un amplificatore con tubi parzialmente danneggiati; le parti vocali sono state filtrate attraverso un amp portatile che si è rotto durante le registrazioni; le ritmiche ridotte a cimbali, tamburelli, sparsi colpi di grancassa e drum-machine con qualche linea tenue di synth ad aggiungere tensione statica qua e là.
L’insieme suona sgranato, ammantato, a tratti persino indistinto, eppure di grande consistenza emotiva, in subbuglio vitale come un Neil Young lo-fi con vocalità dreamy (Pale Light), od un Youth Lagoon rustico (Bruises), o ancora come un Atlas Sound sgangherato e spigoloso (Into The Atmosfere).
Total Dust è il tipico album la cui forza risiede nell'essenziale taglio wasted-beauty. In coda alla tracklist già senti che la miccia è esaurita ma sarebbe davvero un peccato lasciar scivolare nel dimenticatoio questi 30 minuti da potenziale replay infinito, perfetti nelle mattine d'arrendevolezza da hangover. (SentireAscoltare)

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