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martedì 1 maggio 2012

Joel Schumacher – Trespass

Locandina Trespass

Un film di Joel Schumacher. Con Nicolas Cage, Cam Gigandet, Nicole Kidman, Jordana Spiro, Dash Mihok, Ben Mendelsohn, Liana Liberato, Gracie Whitton, Terry Milam. Titolo originale Trespass. Azione, durata 85 min. - USA 2011.

Una villa lussuosa, ultra moderna e super accessoriata. Una famiglia con qualche problemino: il padre sempre in viaggio per lavoro (vende diamanti ma tiene a precisare che fa tutto questo per moglie e figlia); una moglie annoiata ed inquieta; una figlia che manifesta i primi segni di ribellione e con molta voglia di crescere in fretta, complice un’amica che vorrebbe condurla sulla cattiva strada e per questo per nulla gradita ai genitori. Quattro criminali che hanno scelto di prendere in ostaggio proprio quella famiglia e proprio in quella casa per recuperare un bel gruzzolo di soldi. Con queste premesse è possibile oggi confezionare ancora qualcosa di originale ed appetibile? Evidentemente no. Pensavo che dopo l’indecente “Hostage” (scomodare di nuovo Wyler o Cimino mi sembra davvero offensivo) sul tema anche a Hollywood si fosse messa definitivamente una pietra sopra. Ed invece per fare lavorare due bolliti (Cage + Kidman) ed un fallito (Schumacher), ci si riduce a questo. Lo sconosciuto (rimarrà tale) sceneggiatore Karl Gajdusek tenta invano di ravvivare la logora e stracca materia con risibili dinamiche conflittuali tra i rapinatori, ambigue ma patetiche implicazioni tra uno di essi ed il personaggio della Kidman (spiegate da Schumacher con flashback scolastici e futili), grossolani colpi di scena volti a ribaltare la fiacchissima prospettiva di situazioni ben più che convenzionali (il rapporto tra i due fratelli criminali, Cage che, nonostante le apparenze, rivela di essere al verde e pieno di debiti, quasi una dichiarazione autoironica da parte dell’attore), ma il risultato è goffo, pigro, incredibilmente noioso ed approssimativo, oltre tutto appesantito da ripetute ed inaccettabili incongruenze logiche (una su tutte, subito all’inizio, giusto per mettere di buon umore: Cage è tenuto in ostaggio nella casa, la Kidman riesce a scappare dai criminali e parte con la Porsche, percorre a tutta velocità il vialetto della villa, ma poi viene fermata d’improvviso da uno dei banditi che minaccia con la pistola il povero Cage e chissà come è riuscito a precederla). Non mancano, come in “Hostage”, le consuete e trite staffilate contro i ricchi che possono avere tutto, mente i poveracci sono costretti a darsi alla criminalità e qualche battuta che vorrebbe essere cattiva (“La famiglia, non è una fregatura eh?”). Peccato che poi tutto si concluda proprio con la celebrazione retorica, ipocrita e tronfia di quella famiglia che si vorrebbe mettere alla berlina e che, superate estreme difficoltà, tradimenti e bugie, si ricongiunge più unita di prima. Inutile essere clementi con prodotti così dozzinali, scriteriati e beceri: un vero disastro. Il produttore Irwin Winkler negli anni settanta e ottanta produceva “Non si uccidono così anche i cavalli?”, “Fragole e sangue”, “I nuovi centurioni”, “Toro scatenato”, “New York New York”, “Rocky”: oggi, oltre a dirigere robetta sterile come “Home of the brave”, ci propina questa indigeribile accozzaglia di banalità e luoghi comuni. Così oggi va Hollywood. Cage con occhialini da intellettuale e vestito di tutto punto fa letteralmente pena e, se possibile, è peggio del solito, la Kidman è ormai inguardabile (tra l’altro riceve un due di picche dal mostruoso Cage, dopo avergli fatto gli occhi dolci, quindi rifiuta maldestramente le avances del figaccione Cam Gigandet che, secondo un immaginario erotico da poppante, uscito dalla piscina con fisico palestrato e muscoli ben in vista tenta di sedurla). Schumacher è in fase terminale: meglio staccargli la spina.

Il voto di Pierolupo: 3/5
Il film si dipana in situazioni appena al di fuori dello scontato e questo non basta a renderlo interessante. Dimenticabile, mi dispiace per i due interpreti ma potevano davvero evitare questo film.

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