"Io non ho più interesse per niente e nessuno, rubo penne, passeggio per strade degradate, sbavo per una portinaia e basta, basta cosi", dice di sé il narratore di questa storia, un vecchiaccio sgradevole e scorretto, burbero, perfido. Irresistibile. E se la portinaia di cui si è invaghito - una donna sulla sessantina, attraente, 'sciabile'- accetta la corte di un barista con i denti rifatti; se la sua ex moglie, che era "un vortice di generosità, di capricci, di ovulazioni, di piccole iniziative stupefacenti", lo guarda come se fosse il suo gommista; se con la figlia parla per lo più del tempo, a lui non resta che raccontare, divagando, di tutto questo. E raccontare di Armando, il suo migliore amico. La parte buona del carciofo che è lui. Una persona rara, gentile, positiva. Con un progetto folle in testa. Si, perché se tutti vogliono lasciare qualcosa dopo la loro morte, "chi una tabaccheria avviata, chi un grande romanzo, qualcun altro una collezione di lattine di birra", Armando vuole lasciare un amore. Si è messo in testa che due ragazzi del quartiere che ancora non si conoscono, Chiara e Giacomo, sarebbero una coppia perfetta, e intende dare una mano al destino. Pretesa, questa, che l'intrattabile vecchiaccio reputa ridicola e tenta di osteggiare in tutti i modi. Ma dopo aver impiegato oltre settant'anni per convincere gli altri a non contare su di lui, si ritroverà coinvolto dalla fastidiosa, insistente, implacabile fiducia nella vita di Armando.
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lunedì 29 agosto 2011
Di Mare Franco - Non chiedere perché (2011)
Serve un pizzico di follia per inseguire, nella vita, quello che a tutti appare un sogno irragionevole. Questa storia si sviluppa a Sarajevo, in piena guerra fratricida della ex Jugoslavia, nell'estate del 1992, quando i cecchini sono appostati dietro ogni persiana, le granate dilaniano interi quartieri, persino arrampicarsi su un albero può essere letale: c'è chi muore perché non ha saputo resistere alla tentazione delle ciliegie. Con la ferita di un matrimonio fallito ancora aperta, Marco De Luca è l'unico fra i suoi colleghi giornalisti ad aver accettato l'incarico di inviato per la televisione italiana in questo inferno. Raccontare la complessità dei Balcani in novanta secondi al Tg è impossibile, perciò non resta che denunciare l'inaudita barbarie. Come quella del bombardamento sull'orfanotrofio, dove Marco si precipita a realizzare un servizio. Ma questa volta il filmato, paradossalmente, non ha nulla di drammatico. Come è possibile? In quella camerata piena di culle, Marco è rimasto colpito da un particolare che nessuno ha notato: c'è un'unica bimba bruna, mentre tutti gli altri sono biondi. E proprio quella bimba bruna lo spinge a inseguire, con un pizzico di follia, quello che a tutti appare un sogno irragionevole. Questa storia, ispirata a vicende realmente accadute, ruota attorno a un formidabile atto d'amore che, a dispetto delle bombe e della burocrazia, si è potuto compiere grazie all'aiuto provvidenziale di due donne e alla determinazione incrollabile di un uomo.
Lisa McMann - Dream-Cronache dell'incubo 2 (2010)
Per Janie e Cabel riuscire a vedersi in segreto sta diventando sempre più difficile. Soprattutto adesso che a Fieldridge High sta accadendo qualcosa di inquietante, anche se nessuno osa parlarne. Janie ha ancora i suoi strani poteri, che le permettono di entrare nei sogni degli altri. E quando una sua compagna di classe le si addormenta accanto, il terrificante segreto che aleggia sulla scuola è finalmente svelato... Intanto Cabel si sta comportando in maniera molto, molto strana. E c'è di più: la verità sui poteri di Janie sta affiorando. Una verità terribile, più di quanto avrebbe mai potuto immaginare.
Lisa McMann - Wake-Cronache dell'incubo (2010)
Janie ha solo diciassette anni ma le sue notti non sono animate dai sogni innocui di una ragazzina. Perché Janie ha un potere assolutamente incontrollabile: quello di entrare nei sogni degli altri. Cadere nel vuoto, fare sesso estremo, camminare nuda sotto lo sguardo indifferente di tutti: Janie ha provato questo e molto altro. Conosce i sogni di chi la circonda, può leggere nella mente degli altri e partecipare ai loro incubi e alle loro fantasie. Ma non può parlarne con nessuno: tutti la prenderebbero per pazza. E così Janie vive nel silenzio, cercando a tutti i costi di nascondere nell'ombra della sua stanza un angoscioso segreto che è anche la sua maledizione. Fino a quando, una notte, un incubo la fa urlare e risvegliare tra i brividi. Per la prima volta non è stata solo testimone, ma anche protagonista di un gioco perverso e terrificante…
A Clockwork Orange – Soundtrack From The Film
I film di Stankey Kubrick non hanno ormai più bisogno di alcun commento: centinaia di saggi, recensioni e articoli di giornali sono stati pubblicati riguardo a questo celebre cineasta, la cui grandezza non è stata, a mio parere, riconosciuta come dovuto.
Il risultato dell’estremo perfezionismo di Kubrick in ogni aspetto del processo realizzativo cinematografico è rappresentato, fra le altre cose, da una serie di colonne sonore memorabili, veri manifesti dell’era moderna. Nel caso di “2001 odissea nello spazio”, il regista americano rinunciò alla partitura originale di Alex North, optando a favore di “Così parlo Zarathustra” di Richard Strauss, le cui note assursero a inaspettata icona pop del ventesimo secolo. Quanto ad “Arancia Meccanica”, adattamento cinematografico dell’omonimo racconto di Anthony Burgess, Kubrick puntò nuovamente sui classici. Alex, il “drugo” protagonista (interpretato da Malcolm McDowell) è appassionato di Beethoven, le cui celebri melodie tratte dalla Sinfonia n° 9 vengono elaborate ai sintetizzatori da Walter Carlos (in seguito diventato - o meglio, diventata - Wendy Carlos, dopo apposita operazione di … sostituzione parti intime). Inoltre, il regista americano affida al repertorio più noto di Gioacchino Rossini il compito di evidenziare alcune delle scene più “originali” del film. Per non parlare di “Cantando sotto la pioggia”, ovvero “Singin’ in the rain” interpretata da Gene Kelly, terribile “profezia” della violenza e dei mali che, con il progredire del mondo contemporaneo, avrebbero afflitto – e affliggono ora più che mai – la società.
Tracklist
1. “Arancia meccanica”, titoli di apertura (composto da Walter Carlos)
2. Estratto da “La gazza ladra” di Gioacchino Rossini
3. Tema di "Arancia meccanica"("Beethoviana") (composto da Walter Carlos)
4. Estratto dalla Sinfonia n° 9 in Re minore ("Corale"), Opera 125, 2° movimento, di Ludwig van Beethoven
5. “Marcia” (tratta dalla Sinfonia n° 9, Opera 125, 4° movimento, di Ludwig van Beethoven) (elaborazione di Walter Carlos)
6. Estratto dalla “Overture” del “Guglielmo Tell”, di Gioacchino Rossini
7. “Pomp and Circumstance”, Marcia n° 1 in Re maggiore per orchestra, Opera 39/1, di Edward Elgar
8. Estratto da “Pomp and Circumstance”, Marcia n° 4 in Sol maggiore per orchestra, Opera 39/4, di Edward Elgar
9. Estratto da “Timesteps” (composto da Walter Carlos)
10. “Overture to the Sun” (composta da Terry Tucker)
11. “I want to marry a lighthouse keeper” (composta da Erika Eigen)
12. Estratto dalla “Overture” del “Guglielmo Tell”, di Gioacchino Rossini
13. “Suicide scherzo”, tratto dalla Sinfonia n° 9, 2° movimento, di Ludwig van Beethoven (elaborazione di Walter Carlos)
14. Estratto dalla Sinfonia n° 9 in Re minore ("Corale"), Opera 125, 2° movimento, di Ludwig van Beethoven
15. “Singin' in the Rain” (composta da Nacio Herb Brown; interpretata da Gene Kelly)
http://www.mediafire.com/?gyvz3lzojm2
Stanley Kubrick - Arancia Meccanica
Un film di Stanley Kubrick. Con Malcolm McDowell, Patrick Magee, Adrienne Corri, Michael Bates, Warren Clark, John Clive, Carl Duering, Paul Farrell, Clive Francis, Michael Gover, Miriam Karlin, James Marcus, Sheila Raynor, Philip Stone, Anthony Sharp, Godfrey Quigley, Steven Berkoff, Warren Clarke, Gillian Hills, Dave Prowse, Margaret Tyzack, Aubrey Morris, Madge Ryan, Barrie Cookson, Lindsay Campbell, Neil Wilson, Richard Connaught, Carol Drinkwater, Virginia Wetherell, Prudence Drage, Peter Burton, Gaye Brown, John Savident, Vivienne Chandler, Pauline Taylor, Michael Tarn, David Prowse, Jan Adair, John J. Carney, Lee Fox, Cheryl Grunwald, Craig Hunter, Shirley Jaffe, Katya Wyeth. Titolo originale A Clockwork Orange. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 137 min. - Gran Bretagna 1971.
Alex è un giovane senza arte né parte, figlio di proletari e dedito a furti, stupri e omicidi. Fa capo a una banda di spostati, denominati drughi. Dopo aver usato violenza alla moglie di uno scrittore finisce in carcere. Viene sottoposto ad angherie ma si fa amico un prete. Pur di essere scarcerato accetta il "trattamento lodovico", che consiste nell'assistere a filmati di violenza. Quando esce scopre che i genitori hanno subaffittato la sua stanza. Senza poter reagire, dovrà subire violenza da alcuni mendicanti vendicativi, dai drughi diventati poliziotti e dallo scrittore che ha perso la moglie e che ora si trova su una sedia a rotelle. Tenta il suicidio e all'ospedale riceve una visita di cortesia da parte del primo ministro. Ambientato nel futuro, ormai alle porte, e tratto da Arancia ad orologeria di Anthony Burgess. Geniale traversata di generi (fantascienza, storico, drammatico, comico, grottesco, orrore), un film che mostra la violenza per esserne un contro-manifesto. Accolto da polemiche e ovazioni al suo apparire, è stato sequestrato per molti anni in Francia, mentre in Gran Bretagna non può essere ancora proposto né al cinema né in videocassetta. L'ambiguità del personaggio era necessaria per mostrare le diverse violenze della medicina, della polizia, della politica e della gente comune. Quando Alex viene guarito, non può gestire le proprie scelte. Diventa docile non per volontà ma per allergia (sente nausea quando cerca di usare violenza, anche se cerca di difendersi). La più grande prova al cinema di Malcolm McDowell che ha ideato alcune scene storiche, tra cui quella dello stupro a tempo di I'm singing in the rain. Le musiche di Beethoven e Rossini rielaborate da Walter Carlos e le immagini grandangolo di John Alcott accrescono l'immersione nell'incubo. Doppiaggio italiano all'altezza dell'originale.
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Anthony Burgess - Arancia Meccanica (1962)
Alex è un eroe dei nostri tempi: un teppista sempre pronto a tirar fuori il coltello, capo di una banda di duri che ogni sera, sui marciapiedi dei sobborghi, ripete il gioco della violenza: rapine, stupri, scassi, assalti ai negozi, scontri con altre bande. Finché Alex, che si interessa solo a Beethoven, viene tradito dai suoi amici durante una delle tante sue imprese. Le terapie di rieducazione, non meno violente, lo ridurranno a un'arancia meccanica, in balia delle sue antiche vittime, in una girandola di situazioni grottesche e paradossali.
Francesco Guccini - Icaro (2008)
Ragazzi che nel dopoguerra giocano con quel che trovano, fossero anche residuati bellici; giovani partigiani nascosti nei boschi dell'Appennino; bambini che assistono stupefatti alle complicate macchinazioni degli adulti. E indigeni astuti, pensionati ormai al finale di partita, cocchieri palermitani che devono saper tenere un segreto. Sette racconti poetici, ironici, anche crudeli in cui Guccini tratteggia delle figure, inquadra dei dettagli, ne sottolinea altri, in una successione di vicende che sono altrettanti squarci di esperienza, lampi di vita ora malinconica, ora arguta, ora straziata.
Federico Moccia - Scusa ma ti voglio Sposare (2009)
Alex e Niki, innamoratissimi più che mai, sono appena tornati dal faro dell'Isola Blu dove hanno vissuto giorni indimenticabili. Niki ritrova le sue amiche del cuore, cresciute e piene di nuovi impegni. Alex riprende la sua vita di sempre, ufficio, calciotto e i vecchi amici. Ma proprio loro, Flavio, Enrico e Pietro, da mariti sereni e sicuri, finiscono per affrontare talmente tante difficoltà di coppia da distruggere i loro matrimoni. E allora tutte queste persone, uomini e donne di diverse età, ognuno a modo suo, si ritrovano a riflettere sull'amore. E poi quella domanda, la più difficile: un amore può durare più di tre anni? Alex romantico sognatore, decide rischiare. Fa una bellissima sorpresa a Niki chiedendo la sua mano. Per il matrimonio però bisogna essere d'accordo sulla scelta della chiesa, sul banchetto, sul numero degli invitati... e magari le due famiglie la pensano in maniera completamente diversa. E soprattutto: Niki sarà pronta per un passo così importante? Come se non bastasse, ecco arrivare nell'ufficio di Alex una splendida modella che lavorerà con lui alla nuova campagna pubblicitaria e si innamorerà di lui. Niki invece si ritrova a studiare all'università con un ragazzo della sua età, con la stessa passione per il surf e soprattutto una passione ancora più grande per lei. Per sognare in amore bisogna essere in due e nessuno dei due deve aver paura. Come andrà a finire? Lo scopriremo solo vivendo...
È passato poco più di un anno da quando Niki e Alex hanno vissuto la loro meravigliosa vacanza sull'Isola Blu, lontani dal lavoro, dalla famiglia e dal frastuono di Roma. è passato un anno ma il loro amore è sempre più solido, nonostante la differenza di età e gli impegni di lavoro, nonostante le piccole gelosie che a volte possono scaturire dal nulla. Adesso Niki ha vent'anni e si è iscritta alla facoltà di Lettere, mentre nel tempo libero fa uno stage in una famosa casa di moda. Alex, invece, al ritorno dalle vacanze ha subito ricevuto una promozione e un nuovo importante incarico dalla sua agenzia di pubblicità. Tutto sembra essere perfetto, come la cameretta che Alex ha preparato per Niki nel suo nuovo appartamento, identica a quella che lei ha a casa: un modo per farla sentire a suo agio senza il rischio che da un momento all'altro arrivino i suoi genitori…
Anche le Onde, le storiche amiche di Niki, non si smentiscono. Olly, Diletta ed Erica sono sempre più vivaci, confuse e imbranate. Qualcuna ha trovato l'amore, qualcun'altra si crogiola tra la voglia matta di divertirsi e il desiderio di stabilità, tutte devono dividersi tra il lavoro e lo studio, senza mai smettere di sognare l'uomo che un giorno le renderà felici.
Gli amici di Alex invece, Flavio, Enrico e Pietro, con qualche anno in più sulle spalle e qualche rimpianto di troppo, devono affrontare la fatidica crisi dei quarant'anni. Matrimoni che finiscono e amori che ricadono su se stessi, come fiaccati dal tempo e dall'usura. Forse la ricetta giusta è proprio quella che ha trovato Alex: lanciarsi a capofitto nella sua storia d'amore, trovare sempre nuove idee brillanti per mantenere viva la passione, come prenotare una suite a Manhattan solo per pronunciare la frase che sogna ogni donna.
Sempre più attento all'effetto cinematografico, sempre carico di citazioni, questo nuovo romanzo di Federico Moccia promette ancora una volta di entusiasmare orde di giovani lettori. Dopo il clamoroso successo di Scusa ma ti chiamo amore, interpretato sul grande schermo da Raoul Bova, e degli altri romanzi, diventati tutti sceneggiature, ecco il sequel delle vicende di Niki, Alex e della loro compagnia di amici. Tra equivoci, cambi repentini di scena, piani narrativi che si confondono come in Sliding doors, scene che sfumano e colonne sonore che sottolineano i momenti più intensi del romanzo, troveremo ancora una volta una miscela appassionante, capace di iniziare al piacere della lettura anche i più giovani.
Joanne Harris - Il ragazzo dagli occhi blu (2009)
Blu non è più un bambino cattivo. Ora è un uomo di quarant'anni. Vive ancora insieme con la madre in un paese dello Yorkshire dove conduce una vita apparentemente normale. Un'esistenza ordinaria, molto diversa da quella che l'uomo conduce nel mondo virtuale. Sul web Blu ha fondato un blog dedicato a tutte le persone cattive in cui dà sfogo ai suoi desideri più nascosti, confessa pulsioni omicide, racconta la sua infanzia. Pensieri oscuri si agitano nella sua mente di bambino. Un bambino incompreso, dotato di una sensibilità straordinaria, e ossessionato da una terribile fantasia, quella di uccidere sua madre. Ma cosa è vero e cosa non lo è? Qual è il confine tra realtà e mondo virtuale? Forse l'inquietante amica Albertine lo sa. O forse no. Una cosa è certa: Blu non è quello che sembra. Di lui Albertine dice: loquace, affascinante, manipolatore. Ma allora chi è veramente? Non resta che scavare nel vero passato di Blu, un passato oscuro, un passato di rivalità e menzogne, segnato dalla presenza di Emily, bambina prodigio dotata di un dono unico e misterioso, quello di ascoltare i colori della musica...
Vladimir Luxuria - Eldorado (2011)
Raffaele è un anziano attore di tv e teatro, omosessuale, originario di Foggia ma trasferitosi a Milano da molti anni. Una sera dà un passaggio a un ragazzino che sembra intenzionato a sedurlo, ma appena arrivati in periferia questi tira fuori un coltello e lo deruba. Lo spavento e lo scoramento davanti alla violenza portano Raffaele indietro negli anni, a ripensare, dopo molto tempo, alla sua amicizia con Michele, al suo viaggio dalla Puglia a Berlino, prima della seconda guerra mondiale, quando lavorava come cantante en travestì in un locale gay, l'Eldorado, insieme a due "sorelle" di nome Franz e Karl. Una sera il locale fu invaso dalle SS che arrestarono tutti, rimandando Raffaele in Italia e deportando tutti i tedeschi, compresi Franz e Karl. Ora, a molti decenni di distanza, il passato sembra tornare a riannodare i suoi fili, non solo nella memoria ma nella vita.
Brava Vladimir Luxuria, che ha scritto un buon romanzo, "Eldorado", di recente pubblicazione. L'artista descrive la vita e soprattutto i ricordi di un anziano attore pugliese, di origine foggiana, in un continuo flash back che rimanda all'ultima guerra mondiale . Scampato per pura fortuna a una retata nazista, mentre si trovava in Germania, egli ricorda i suoi colleghi "drag queen" morti nei campi di sterminio. Il Trio lavorava all'Eldorado, mitico locale di cabaret berlinese nel quale si esibì anche la divina Marlene Dietrich. Luxuria si è documentata personalmente su quell'epoca con un viaggio in Germania e nella storia esplora anche la crudeltà dei lager nazisti , che predisponevano la soluzione finale non solo nei confronti degli ebrei o degli oppositori al regime, ma anche degli omosessuali. Il romanzo però non è cupo ma ricco invece di corrosiva ironia, perfettamente integrata con il resto e che non stona con la trama, anzi la rinforza. Raffaele, il protagonista, è un comico en travesti e nel romanzo c'è tanta Puglia- come tradizioni e cultura, - ma il merito principale dell'opera sta anche nella descrizione di un'Italia di oggi, o dell'altro ieri (anni Ottanta) laddove la decadenza culturale era già un dato di fatto. Bella anche la parte che tratta personaggi dello spettacolo popolari negli anni Quaranta, come la cantante svedese Zara Leander o degli anni Settanta (Frida degli Abba, figlia di una ragazza norvegese e di un soldato nazista).
Andrea Pinketts - Depilando Pilar (2011)
Lazzaro Santandrea non è un detective, tantomeno un poliziotto. È una calamita per le calamità, l'uomo giusto nel posto sbagliato. E il posto sbagliato è Milano, improvvisamente sconvolta da un'assurda ondata di delitti che hanno solo una cosa in comune: gli assassini sono tutti taxisti. Lazzaro ha già i suoi problemi: è l'immacolato portatore di un'affezione che si contrae con l'unica pratica sessuale cui non si è mai dedicato. E oltretutto ha appena conosciuto suo figlio, peccato che sia quasi suo coetaneo. Nel momento in cui decide di aiutare una taxista ricercata per omicidio e innocente nella propria colpevolezza, Lazzaro precipita in un'infernale sarabanda tra nani esperti di arti marziali, giganti freak, sicari in doppiopetto e avvoltoi internazionali: uno zoo di vetro popolato da uccelli dalle piume di cristallo. Affiancato dagli immancabili amici Pogo il Dritto e De Sade, dai giornalisti Alice Marradi e Montoya, e dall'infallibile marsigliese Gilles Regard, Lazzaro si lancia in una crociata per salvare il mondo e, possibilmente, la pelle, vivendo l'avventura più rischiosa e surreale della sua già pericolosa carriera. Sì, d'accordo, ma Pilar? Eh, sì, a un certo punto arriva Pilar... Pinketts non ha mai frequentato la Virgen del Pilar, ma è uno scrittore dalla pellaccia durissima, con il pelo sullo stomaco.
Giacomo Lopez - Non resterà la notte (2009)
Roma, ventiquattro dicembre. Sabina, una ragazza di vent'anni come tante, è entrata nel parco più grande della città: vuole trovare un luogo dove sdraiarsi, da sola, sull'erba, distante dalle strade e dal loro rumore, dalle esplosioni dei bengala che arrivano ovunque, lontana dalla lite appena avuta con Stefano che per lavoro l'ha lasciata a casa da sola. È arrabbiata. Finalmente trova un angolo di prato dove chiudere gli occhi. Quando li riapre, precipita in un incubo: non vede più nulla. E diventata cieca, in una villa che ha un perimetro di quasi dieci chilometri e zone fitte di vegetazione che nelle sue condizioni si trasformano in una trappola. La città ignara, intorno a lei e alla villa, continua a celebrare la sua notte di festa. Ferita e terrorizzata, affronta un pericoloso cammino alla ricerca di un'uscita, di un ritorno alla città e alle persone dalle quali è appena fuggita, per salvarsi e per salvare la vita che da qualche mese porta in grembo.
L'esordio alla scrittura di Giacomo Lopez, "Non resterà la notte", ha tutti i pregi e i difetti di un'opera prima, ma i primi fanno facilmente dimenticare i secondi. La scrittura è semplice lineare e alla ricerca di una purezza che a volte diventa didascalica, ma tiene il ritmo e coinvolge il lettore senza annoiarlo mai. Lo spunto narrativo, la protagonista Sabina incinta litiga con il fidanzato e per la rabbia si rifugia a Villa Pamphili a Roma dove rimane improvvisamente cieca, non è particolarmente originale, ma è bello pensarlo come omaggio ad un maestro della letteratura portoghese e mondiale. I personaggi che hanno attraversato la vita di Sabina non sono ben definiti, ma tutti ci appaiono sinceramente descritti, non filtrati e in fondo li avremmo voluti anche noi come amici e familiari. Il vero valore aggiunto di questo romanzo è il cammino a ritroso a cui è costretta dalla cecità Sabina. Un ritorno alla natura animalesca dell'essere umano come camminare a quattro zampe, cercare rifugio sugli alberi, proteggere la prole, il bere quel che è disponibile, la paura degli altri animali. Sabina non emerge come un "buon selvaggio" di rousseauiana memoria, ma ci mostra che gli istinti primordiali sono solo nascosti nelle sovrastrutture della società moderna, dove a volte trovano un tragico e drammatico sfogo. La stessa protagonista è terrorizzata dalla violenza che possano farle due teppisti e reagisce con una violenza non filtrata dalle convenzioni sociali. Giacomo Lopez inizia con il piede giusto e lo attendiamo alla sua seconda opera, fiduciosi di aver trovato il seme di una nuova letteratura italiana che sappia traumatizzare ma non inorridire, pensare ma non angosciarsi.
Jennifer Weiner - Certe Ragazze (2010)
"Mia madre - scrive nel suo diario la quasi tredicenne Joy Shapiro - è la persona più imbarazzante mai nata sulla terra." Destinataria inconsapevole del commento, Cannie Shapiro cerca da sempre di bilanciare le esigenze della propria vita privata con quelle della carriera. Poco dopo essere diventata una scrittrice di successo, ha rinunciato alla fama e alla luce dei riflettori per poter crescere la figlia, ma all'avvicinarsi del Bat Mitzvah di Joy è chiaro che alcuni nodi del passato devono ancora venire al pettine. La ragazza, infatti, non le rivolge quasi la parola e cerca disperatamente di sottrarsi alle eccessive attenzioni materne. Nel frattempo, poi, ci si mette anche l'adorato marito Peter, che ha deciso all'improvviso di volere a tutti i costi un bambino pur sapendo che, dopo il parto prematuro della primogenita, Cannie ha problemi a restare incinta. Ci mancano solo le compagne di scuola di Joy, che per invidia le rivelano uno scioccante segreto sul libro scritto in gioventù dalla madre, la conseguente fuga da casa della ragazza, decisa ad approfondire la faccenda, e l'arrivo improvviso di una tragica notizia a far precipitare del tutto la situazione.
Brosio Paolo - A un passo dal baratro (2009)
Paolo Brosio è lontano dalla fede e dalla preghiera negli anni in cui acquisisce la notorietà di personaggio televisivo, prima come giornalista del TG4 con Emilio Fede, nei giorni di Tangentopoli, poi con la partecipazione a programmi importanti: da "Quelli che il calcio", a "Sanremo Notte", a "Domenica In" fino all'"Isola dei Famosi" e a "Stranamore". Il successo, i soldi, la carriera si intrecciano a una vicenda umana inquieta e travagliata che lo porterà nel baratro più profondo del lutto, della sconfitta affettiva, della depressione. Nasce nel cuore una preghiera alla Madonna e il desiderio d'incontrarla a Medjugorje, il villaggio della Bosnia-Erzegovina dove, dal 24 giugno 1981, sei ragazzi hanno apparizioni mariane e dove si recano in pellegrinaggio milioni di persone. Per Brosio è una svolta. L'incontro con i veggenti e con tante persone di fede, ma soprattutto il desiderio di fare del bene. Con la semplicità e la simpatia che lo contraddistinguono il giornalista racconta la sua vicenda umana e i passi di un ritorno a Dio che gli ha restituito forza, ottimismo e amore per la vita.






